Degustazione di gin

Tabella dei Contenuti

Assaporare un buon bicchiere di gin dopo una lunga giornata di lavoro e un momento che riconcilia con se stessi e ripaga di tutte le fatiche quotidiane.

Sentire la bevanda alcolica che scende nella gola e sprigiona tutti suoi aromi caratteristici in bocca è una delle esperienze più appaganti che gli amanti del distillato possono vivere.

Generalmente il liquido, servito rigorosamente a temperatura ambiente, è in grado di riportare alla mente piacevoli ricordi del passato, magari legati alla propria infanzia e agli adulti che ne hanno fatto parte.

Era un’abitudine ancora più diffusa nel passato terminare le fatiche quotidiane bevendo gin in compagnia degli amici e della propria famiglia: quindi è probabile che l’odore caratteristico contatti luoghi della memoria sopiti da tempo e susciti emozioni percepibili a livello intimo e profondo.

La vita è fatta di attimi capaci di scuotere dal grigiore e dalla pesantezza delle incombenze lavorative e personali, che permettano di prendersi qualche secondo di riflessione per fare un bilancio nel breve e lungo termine.

Un bel bicchiere di gin è quello che ci vuole per analizzare il passato secondo l’esperienza accumulata e pianificare un futuro che sia quanto più possibile positivo e soddisfacente.

regole degustazione gin

Lasciarsi inebriare dal gusto del gin e dalle sue varietà

Partecipare a una degustazione di gin significa aprire il cuore alla vasta gamma di emozioni che l’alcolico è in grado di suscitare, non solo rilassando la mente e il corpo, ma anche appagandolo con il suo sapore riconoscibile e persistente.

Si tratta di un distillato proveniente dal mosto fermentato di cereali, generalmente aromatizzato al ginepro e dal retrogusto speziato e agrumato che permane in bocca per alcuni minuti dopo aver effettuato il sorso.

La bevanda è stata fortemente apprezzata nei vari periodi storici, soprattutto nel rinascimento, fungendo da sostegno per molte illustri personalità dell’epoca.

I nostri avi erano in un certo qual modo molto più sensibili ai piaceri della vita, forse perché meno distratti dalla tecnologia e dalla fredda che pervade quotidianamente le nostre esistenze.

Sarebbe davvero una buona abitudine riuscire a ritagliarsi invece dei momenti di privato godimento, direzionando tutte le energie verso una maggiore consapevolezze del proprio io interiore.

Un’esperienza sensoriale come quella dell’assaggio del gin si colloca perfettamente in questo quadro, fornendo all’interessato la possibilità di uscire dai classici schemi e vivere un’escalation di sensazioni fino al raggiungimento della meta finale.

Attenzione, in tal caso è molto più importante il viaggio dell’arrivo: quindi è consigliato prendersi tutto il tempo del caso e attuare una serie di espedienti che consentano di beneficiare dell’esperienza senza perderne nemmeno un dettaglio.

Immaginatelo come una sorta di rituale da compiere, in cui ogni fase è in grado di arricchire la vostra persona e nutrire il vostro bagaglio culturale e sensoriale.

L’aspetto davvero piacevole della questione è che in Italia esistono numerose aziende che producono ogni anno il proprio gin, ideando divertenti incontri con i potenziali acquirenti per consentire loro di sperimentare il prodotto e decidere se risponde alle esigenze del caso. Per questo organizzano giornate dedicate, mettendo le persone nelle migliori condizioni possibili e consentendogli di vivere una situazione anomala ricca di sfumature.

Pur mantenendo l’aspetto intimo della storia, un percorso di questo tipo consente anche il confronto con i migliori esperti in circolazione, che forniranno dettagliate spiegazioni circa il processo di distillazione e fermentazione.

È molto interessante arrivare alla genesi di un rito così arcaico, constatando come molte delle procedure siano ancora quelle di una volta, nonostante le moderne tecniche che sono state introdotte.

Visitare un laboratorio è un’esperienza da condividere con altre persone interessate ma anche, perché no, solo con se stessi, mettendosi alla prova in un settore così delicato come quello dell’espressione delle proprie emozioni.

Come prepararsi a una degustazione di gin

I bicchieri

I momenti che precedono la degustazione vera e propria sono fondamentali per una buona riuscita dell’esperienza.

Lo scopo, infatti, non è semplicemente quello di bere, ma avere la possibilità di acuire le proprie percezioni e provare tutte le emozioni possibili connesse all’assaggio.

Il primo passo da compiere è quello della scelta del bicchiere, che può sembrare una banalità ma in realtà si rivela decisivo al fini della stimolazione sensoriale.

Alcune aziende che propongono ai propri clienti percorsi di questo genere optano per un classico rock glass, più comunemente conosciuto come tumbler corto.

Questa tipologia consente all’aria di circolare meglio rispetto a un modello più stretto e lungo.

Altre optano invece per un approccio del tutto differente e utilizzano bicchieri con stelo incurvati verso l’interno, come i classici da vino anche se leggermente più piccoli.

A loro parere solo con questa modalità è possibile conservare tutti gli aromi e scaldare il liquido tenendo il vetro tra le mani, così che possa raggiungere la corretta temperatura di servizio.

Temperatura

Questo è appunto un ulteriore parametro da tenere in considerazione, poiché sbagliare il calcolo dei gradi corretti rischia di compromettere l’intera situazione, rendendola sciatta e poco piacevole.

L’ideale sarebbe portarlo in precedenza a 23 gradi, seguendo quella che è la temperatura ambiente di una giornata primaverile.

Questa fase non prevede l’utilizzo del ghiaccio, dell’acqua tonica o del garnish, mentre è opportuno tenere vicino una bottiglia di acqua naturale per suddividere i sapori.

guida degustazione formaggi

Suggerimenti

Se volete a portata di mano tenete un foglio, dove potrete annotare tutti gli aromi percepiti e le sensazioni provate.

Un gioco divertente sarebbe quello di farlo fare a tutti i partecipanti, così da confrontare le varie percezioni e accorgersi quanto la sfera emotiva sia differente per ognuno di noi.

Le emozioni trascritte saranno differenti da persona a persona e sono collegabili al proprio vissuto e a una sfera intima che ci distingue gli uni dagli altri, fortunatamente direi.

Nelle ore che precedono il momento designato è inoltre suggerito non mangiare assolutamente ma, nel caso non si riuscisse a resistere, sono da evitare i cibi speziati, ricchi di aglio o peperoncino.

Categoricamente vietate sono anche le gomme da masticare, il caffè o altra tipologia di alcolici, poiché in grado di alterare irrimediabilmente l’esperienza, falsandola nel gusto.

Come si svolge una degustazione di gin:
l'utilizzo dei cinque sensi

Prima di partecipare a una degustazione di gin è essenziale prepararsi psicologicamente e allertare tutti e 5 i sensi, così da godere di una piacevole e completa escalation di benessere ed emozioni.

Nessuno deve essere posto in secondo piano e tutte le operazioni devono essere svolte con il massimo della calma, poiché di fretta è impossibile ricevere tutti i doni che un percorso di questo genere è capace di portare al singolo individuo.

La Vista

Ad una prima occhiata il gin può apparire solo come una bevanda alcolica totalmente priva di colore, quindi incapace di suscitare sensazioni visive.

Nulla di più errato, in quanto la sua trasparenza è in grado di catturare la nostra attenzione e rilassare gli occhi, spesso colpiti da colori fastidiosi e sgargianti.

Completa il quadro la scelta di una location gradevole e suggestiva, dove magari è possibile osservare tutta la strumentazione necessaria alla buona riuscita del distillato, catturando lo sguardo curioso in cerca di risposte.

Molte aziende italiane si servono di apposite sale realizzate in suggestive e antiche cantine o, nel caso la temperatura lo permetta, organizzano degustazioni all’aria aperta dove è possibile godere anche della natura e del paesaggio circostante.

Il Tatto

Seppure meno presente rispetto agli altri sensi, attraverso il tocco delle mani è possibile percepire la consistenza del bicchiere e del liquido che lo occupa, che deve essere scaldato dal tocco dei palmi per raggiungere i 23 gradi auspicati.

Le dita, pertanto, hanno una funzione davvero rilevante e diventano protagoniste della situazione quasi quanto il palato.
Sentendo la superficie sotto i polpastrelli si può iniziare ad immaginare il liquido alcolico che scende nella gola, preparando il corpo al momento di estasi finale.

Il Gusto

Eccoci arrivati al momento dell’assaggio vero e proprio. Il consiglio è quello di iniziare da un gin liscio, per rompere il ghiaccio con una variante pura e ben bilanciata a livello di sapore.
Il primo sorso può risultare amaro a causa della presenza dell’alcol, ma se siete abituati a questo tipo di esperienza riuscirete a riconoscere tutti gli aromi già percepiti con il naso.

A questo punto entra in gioco l’acqua minerale preparata in un bicchiere, che permette di diluire il liquido in bocca e rimuovere l’impatto eccessivamente forte dell’inizio.
In tal modo emergeranno le spezie e il retrogusto di fiori, troppo delicati e leggeri per sopravvivere al turbine di emozioni precedentemente suscitate dall’alcol.

Dopo aver ripetuto l’operazione più volte, così da non lasciarsi sfuggire nemmeno una profumazione, è giunto il momento di prendere il taccuino e annotare quanto percepito.
Scoprirete che la degustazione è un crescendo e che ciò che era stato indicato in prima battuta era solo una minima parte del tragitto successivo.
Siete così giunti alla meta finale e vi siete anche goduti il viaggio, un lusso che al giorno d’oggi pochi riescono a concedersi.

L'Udito

Esperienze di questo tipo sono generalmente caratterizzate da un silenzio quasi mistico, che possa favorire la concentrazione e permettere di ascoltare il proprio io interiore.
Si tratta di un sentire più metaforico che reale, che parte dal cuore e si irradia fino alla pelle, rendendo tutto il corpo estremamente ricettivo e preparato.

Il suggerimento è quindi quello di fare un bel respiro e godere di tutte le percezioni a disposizioni: ci sarà tutto il tempo per ricominciare a correre e portare a termine le proprie incombenze quotidiane.

L'Olfatto

Le bevande come il gin necessitano di essere prima annusate, che assaggiate.
Parliamo di una fase cruciale del percorso degustativo, da effettuare ruotando leggermente il bicchiere per sprigionare gli aromi e avvicinando il naso.
L’operazione non deve essere troppo intensa per evitare che i fumi dell’alcol possano infastidirvi o stordirvi ed eseguita con la bocca leggermente aperta per massimizzare l’effetto.

Ciò che giungerà alle vostre narici è un sentore di ginepro, spezie antiche e provenienti da luoghi lontani, bacche e frutta, ma ognuno di voi le collocherà all’interno della propria memoria ripercorrendo episodi dell’infanzia o del passato che hanno lasciato indelebilmente il segno.

Se non siete riusciti ad evitare l’effetto della gradazione, coprite immediatamente il bicchiere con le mani, bagnatevi il palmo con il liquido, sfregate il destro contro il sinistro, ponete le dita a coppetta attorno al naso, così da poter finalmente sentire tutte le note precedentemente oscurate.
Si tratta di un antico trucco, ma come molte delle tradizioni del passato si rivela ancora molto efficace.

Dove degustare gin in Italia

Il cuore della produzione del distillato in Italia è certamente la Toscana, che spicca per il fantastico connubio tra natura e gin che riesce a fornire ai propri visitatori.

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    Podere Castellare

    Firenze

    Alle porte del capoluogo toscano sorge una tenuta storica affascinante e suggestiva, che offre periodicamente ai propri ospiti accurate degustazioni di gin. Il tutto all’interno di un ambiente elegante e raffinato, dove l’attenzione per il dettaglio è all’ordine del giorno e traspare sin dalla prima occhiata.

    Distilleria Peter in Florence

    Villa Ugo

    Cortona

    Nella meravigliosa cornice della campagna toscana è possibile assaporare numerose varietà di questa bevanda alcolica, servita a seguito di un tour programmato e diretto dalla famiglia Sabatini, che ormai da molti anni mette la propria esperienza nel settore al servizio della propria clientela. Al termine del percorso è possibile acquistare prodotti locali e fare tesoro delle ore appena trascorse.

    Riviera Golf Resort

    Ferrara

    Più che un hotel si tratta di una vera e propria oasi, che ciclicamente permette ai suoi ospiti di partecipare ad eventi esclusivi in una location elegante e raffinata. Il gin viene servito seguendo tutte le accortezze del caso, favorendo un’atmosfera piacevole e rilassante.

    riviera golf resort degustazione gin
    mixology roma degustazione gin

    Mixology Academy

    Roma e Milano

    Questa società propone attraverso un sito web accuratamente dettagliato corsi e degustazioni di gin di primo livello, agendo di volta in volta in una differente sede scelta tra la capitale e il capoluogo lombardo. Il personale è altamente qualificato e in grado di fornire spiegazioni dettagliate e utili anche ai fini di un percorso lavorativo futuro.

    Vapore 1928, Beefeater Lounge Bar

    Via Messina, 26, Milano (MI)

    A Milano, all’interno nella Fabbrica del Vapore, fabbrica dove un tempo si producevano vagoni ferroviari e tram, troviamo il primo Beefeater Lounge Bar del mondo. Si tratta di un corner dedicato proprio a Beefeater, il famoso marchio di gin londinese, con una drink list speciale di soli tre cocktail tra cui, oltre al classico Gin Tonic, il Fresh Basil Smash .

    BEEFEATER LOUNGE BAR

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