Cena medievale:
un tuffo nel passato tra dame e cavalieri

Partecipare a una cena a tema è già di per sé un momento unico e particolare, in grado di trasportare le persone non solo al di fuori della propria quotidianità ma anche della loro epoca, rivedendo abitudini, usi e costumi e adattandosi a realtà davvero lontane nel tempo e nello spazio.

Si tratta di un ottimo esercizio per uscire dalla routine e vedere la propria vita a una certa distanza, rivedendo le priorità e le esigenze fino a quel momento ritenute indispensabili.

Se poi l’ambientazione è quella del periodo medievale, la situazione si fa decisamente più suggestiva, perché pochi periodi storici sono ricchi di echi e contraddizioni come quello che ha coinvolto il mondo traghettandolo verso la contemporaneità.

È stato certamente un periodo buio a livello culturale, ma molte delle più importanti tradizioni della nostra penisola sono sorte proprio tra le mura dei castelli e delle fortezze signorili.

L’atmosfera che una cena medievale intende ricreare tiene conto di tutte le sfaccettature dell’epoca, partendo dal cibo per finire all’ambientazione, passando per i costumi tradizionali che vanno a riprodurre le varie classi sociali.

Parliamo pertanto di una vera e propria esperienza sensoriale, da vivere attraverso le proprie conoscenze storiche, ma soprattutto con i sensi pronti a recepire tutti gli stimoli che solo una serata di questo genere è in grado di trasmettere, portando a casa non solo un bagaglio culturale più ampio, ma anche quello puramente emozionale.

Il connubio tra storia e cibo

Poche realtà sono in grado di suscitare sensazioni forti come il cibo e la scoperta della storia, proiettando il cervello in una dimensione arcaica e lontana in grado di riportare all’origine delle proprie usanze, anche dal punto di vista culinario.

Si tratta di un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, poiché è impossibile guardare con serenità al futuro se non si è adeguatamente compreso il passato.

Ciò non significa solo aver acquisito tutte le conoscenze scolastiche in merito, ma “sentire” veramente sulla propria pelle cosa significava sedersi a un banchetto di signori nel corso dell’anno 1000.

La mentalità pratica ed essenziale si traduce in piatti dai gusti semplici, realizzati con ingredienti essenzialmente poveri legati al territorio e alla tradizione puramente regionale.

Erano molte le persone all’epoca a dover fare sacrifici per portare un piatto in tavola, servendosi dei prodotto che la terra coltivata dai contadini era in grado di offrire.

 

Una cena conviviale in una suggestiva location

Una cena medievale nel 2021 si pone come obiettivo quello di trasportare le persone all’interno di questa realtà fatta di vita semplice e disparità sociali, rivisitando però le pietanze attraverso le sapienti mani dei migliori chef in circolazione, capaci di mixare gli ingredienti in modo innovativo pur mantenendo i sapori del periodo storico in questione.

Il tutto viene vissuto all’interno di location veramente suggestive, in grado di appagare la vista prima che il palato, magari indossando anche costumi particolari che aiutano ad entrare nel personaggio e calarsi per alcune ore in una dimensione priva di tecnologia e modernità.

L’aspetto centrale dell’evento è infatti proprio quello della convivialità, spesso smorzato dalla presenza dei dispositivi tecnologici che tendono a limitare il dialogo e provocare l’isolamento dei commensali.

Erano secoli bui a livello di alfabetizzazione e sfruttamento dei lavoratori, ma certamente i banchetti organizzati risultavano momenti divertenti all’insegna del vino, dell’ebbrezza e dello sfoggio della propria arte.

Una tipica usanza era infatti quella di declamare i propri componimenti, magari strimpellando con strumenti di fortuna.

Alcune cene a tema di questo genere cercando di mantenersi quanto più fedeli possibili alla ricostruzione storica e invitano i propri ospiti ad esprimere la propria creatività di fronte ai presenti.

L’aspetto emozionale viene pertanto sempre più fuori, invitando alla partecipazione maggiormente il cuore che il cervello.

Dopo aver bevuto un bicchiere di buon vino e aver gustato l’ottimo cibo proposto nel menù, sarà ancora più facile lasciarsi andare e permettere alle sensazioni di fluire, condividendole con il proprio gruppo e con gli sconosciuti seduti allo stesso tavolo.

Come si svolge una cena medioevale: il risveglio dei sensi

Prepararsi a una cena medievale significa predisporre la mente ad un’esperienza capace di lasciare echi importanti, creando un bagaglio di nuovi ricordi che possano strappare un sorriso anche nei giorni più negativi che seguiranno.

Si tratta di momenti che hanno un forte valore a livello emozionale e rendono l’esistenza pienamente degna di essere vissuta.

Per questo motivo necessitano del risveglio di tutti e 5 i sensi, che devono partecipare al percorso per raggiungere l’estasi finale.

Attenzione, lo scopo non è tanto la meta, quanto il viaggio a ritroso nel tempo, che però funge da slancio per un futuro vissuto in maniera più consapevole di se stessi e delle proprie radici lontane.

La Vista

 Trattandosi di una cena, si potrebbe pensare che gli occhi non siano tra gli organi più sollecitati. Nulla di più errato, poiché un evento a tema del genere presuppone che l’osservazione sia il punto di partenza per risvegliare gli altri sensi.

In primo luogo la location, che solitamente è adibita secondo il gusto dell’epoca e rivestita da drappi e tessuti di colori scuri e dalla consistenza liscia e velluta. Il tavolo è unico per tutti i commensali, sempre per esaltare l’aspetto della condivisione e della convivialità che contraddistingueva questo genere di banchetti.

Preparatevi quindi a condividere l’esperienza con il vostro gruppo di riferimento, ma anche con persone fino a quel momento sconosciute, che al termine della serata potranno diventare piacevoli compagnie e, perché no future amicizie.

L’aspetto della vista è sollecitato pure dalla presenza dei costumi, indossati dai presenti per rendere ancora più vivida e realistica l’atmosfera. Le donne potranno indossare ampi e casti abiti lunghi, mentre gli uomini braghe in velluto e particolari copricapi.

Gli occhi raggiungono il massimo del godimento nel momento del servizio, quando possono iniziare a pregustare ciò che da lì a poco porteranno alla bocca, anticipando l’esplosione di sapore e massimizzando il momento dell’attesa. La fretta è sempre una nemica: quindi il consiglio è quello di prendersi tutto il tempo necessario affinché le emozioni sensoriali sonno raggiungere il cuore.

Il Tatto

Le location che ospitano cene medievali si prestano perfettamente a stimolare questo senso, poiché si caratterizzano per la presenza di drappi e tessuti dalle diverse consistenze, che possono essere accarezzati per suscitare emozioni in grado di penetrare dall’epidermide fino al cuore.

Inoltre, per coloro che vogliono rimanere maggiormente fedeli alla ricostruzione, la serata prevede la totale assenza di posate, che non erano previste in un banchetto dell’anno mille.

Invece di storcere il naso, si tratta di un’occasione per saggiare il cibo con le dita, appurandone la consistenza e pregustando il momento di poterlo addentare con avidità. Come si suol dire, è l’attesa a massimizzare il piacere e in questo caso più viene prolungata e meglio è.

L'Olfatto

I piatti dell’epoca erano caratterizzati dalla forte presenza di aglio, cipolla e spezie, prodotti della terra in grado di insaporire anche le pietanze meno appetitose e, soprattutto, coprire i cibi freschi andati a male in assenza del frigorifero.

Nel 2021 gli chef per fortuna non hanno di questi problemi e sono in grado di comporre ottime portate servendosi di tali elementi, ma l’odore che vi giungerà alle narici dalla cucina sarà quello di sapori forti e decisi, che stimoleranno il vostro appetito riportandovi alla semplicità delle origini.

Lasciate che il naso colga tutti gli aromi presenti, contattando una dimensione rurale legata alla regione e al territorio, che troppo spesso viene dimenticata a favore di una realtà più internazionale che caratterizza la vita moderna.

Sono due aspetti che possono tranquillamente convivere nella vita di una persona, ma in un eventi di questo genere è certamente la prima che dovrebbe prevalere.

L'Udito

L’aspetto della musica, ballata e cantata, è essenziale quando si organizza una cena medievale, poiché riprende il coinvolgimento che era tipico dell’epoca. Si tratta di un periodo storico caratterizzato da poche gioie per la gente comune, che quindi sfruttava al meglio le occasioni a disposizione per vivere attimi di puro godimento.

L’obiettivo è quindi quello di permettere alle orecchie di assaporare l’arte che aleggia attorno, che funge da piacevole sfondo ad un menù semplice ma decisamente gustoso.

È inoltre possibile che a cena con voi sieda una guida esperta che possa di tanto in tanto illustrarvi qualche curiosità sui secoli in questione, permettendovi di ascoltare una storia suggestiva che quasi non sembra realmente accaduta. Diciamo che trattandosi di una degustazione il “sentire” è più che altro metaforico e coinvolge l’interiorità, non solo l’apparato uditivo.

Il Gusto

Stiamo parlando di una vera e propria degustazione e, come previsto, il viaggio termina con il parere positivo o negativo delle papille gustative.

È altamente probabile che nel piatto troverete verdure di stagione colorate e condite, legumi come lenticchie e orzo che danno vita a piacevoli e consolanti zuppe calde, oltre che carni provenienti dagli animali da cortile come il maiale e il pollo, che vivevano assieme alla famiglia talvolta condividendo la stessa stanza.  Il sapore più persistente che percepirete al palato è probabilmente quello dell’agrodolce, poiché per procedere a una migliore conservazione dei prodotti si utilizzava in composto di zucchero e miele, che viene riproposto dagli chef solo come un leggero sentore.

Portando alla bocca il cibo con le mani, lasciate che il vostro palato colga ogni nota presente, come il retrogusto leggermente selvaggio della carne, stufata e cotta per molte ore al fine di mantenerla morbida e succosa.

Un elemento spesso usato nel medioevo era inoltre la mandorla, che è possibile trovare abbinata a minestre, salse e secondi di terra, capace di donare un sentore dolce, ma allo stesso tempo molto delicato. È possibile che nelle varie portate vi sia anche servito del latte derivante da questo seme, largamente diffuso nei banchetti dell’epoca.

Dove poter prenotare una cena medievale in Italia

Vista la grande valenza storica della nostra penisola, sono numerose le persone che amano partecipare ad eventi di questo genere, per rivivere l’atmosfera di una cena medievale realizzata secondo tutti i dettami del periodo.

Per questo diversi locali sparsi su tutto il territorio si sono organizzati in tal senso, proponendo ai clienti la propria offerta culinaria.

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    cena medieval times

    Medieval Times

    Via Fossalta, 59, Fossalta (VR)

    All’interno di un suggestivo ristorante della città viene organizzata una serata a tema, curata nei minimi dettagli dallo staff appassionato di questo periodo storico. L’amore si coglie attraverso i piatti legati al territorio e realizzati con ingredienti semplici, ma ben bilanciati.

    Castello di Malpaga

    Via Marconi, 20, Cavernago (BG)

    Quale luogo migliore di un castello antico per servire una cena a tema medievale? Le pietanze tengono conto dei sapori del periodo, rivisitandoli in chiave decisamente più moderne attuale, ma mantenendo l’anima. A beneficiarne sono tutti i sensi, a partire dalla vista colpita da tanta magnificenza.

    cena medievale castello malpaga
    antica ala cena medievale

    All'Antica Ala nel castello Bevilacqua

    Via Roma, 50, Bevilacqua (VR)

    Si tratta di un celebre ristorante che periodicamente sceglie di deliziare i propri ospiti con una cena di tipo medievale, allestendo con gusto le proprie sale e curando i piatti nei minimi dettagli.

    La taverna del Barone

    Via del Ponte, 5, Fumone (FR)

    In un luogo caratteristico e particolare la proprietà ricrea periodicamente un’ambientazione medievale, utilizzando dei costumi dell’epoca e adattando la cucina a quelle che erano le portate più diffuse.

    antica ala cena medievale

    La leggenda di Avalon

    Via Terni, 21, Roma (RM)

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