La tradizione della vigilia di Capodanno in Italia, oltre al tipico brindisi comune in tutta Europa, prevede nel menù di San Silvestro anche le lenticchie in umido e il cotechino.

Le tradizioni per dare il benvenuto al nuovo anno sono diverse da Paese a Paese. Ogni nazione ha le proprie credenze e varie usanze da vivere ogni anno con la famiglia e gli amici. Cosa succede fuori dall’Europa? Quali sono i piatti tipici della vigilia di Capodanno?

Vediamo insieme alcune delle tradizioni culinarie più comuni negli altri continenti.

Capodanno in Cina

In Cina, innanzitutto dobbiamo precisare che il Capodanno non si festeggia la notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio. I festeggiamenti cadono nel giorno della seconda luna nuova in seguito al solstizio d’inverno. Normalmente, questo giorno è compreso in un periodo che oscilla tra il 21 gennaio e il 20 febbraio. I festeggiamenti durano ben sedici giorni, dunque la tradizione accoglie più piatti e pietanze considerate fortunate.

Si inizia dal pesce, considerato portatore di fortuna in quanto la parola ha un suono simile a “surplus”. Ogni pesce viene associato a diversi aspetti che variano in base all’assonanza della parole. Non c’è Capodanno senza i ravioli cinesi, piatto tipico della tradizione del paese orientale. Questi vengono cotti al forno, fritti, bolliti o al vapore a seconda della zona. Spesso, vengono preparati con la forma dei lingotti d’oro, affinché portino denaro e fortuna nell’anno che sta per iniziare. Anche gli involtini primavera sono simbolo di ricchezza e dunque consumati durante i festeggiamenti. Al momento del dolce non può mancare il Nian gao. Preparato con riso agglutinato, casta

Capodanno in America Latina

Nei Paesi dell’America Latina è tradizione mangiare dodici acini d’uva al ritmo dei ultimi dodici rintocchi dell’anno. Questa usanza viene dalla Spagna ed è stata mantenuta nel corso del tempo.

In alcune zone del Perù è comune mettere un uovo sotto al letto la notte del 31 dicembre, per poi aprirlo il giorno dopo e interpretare il disegno formato dal tuorlo, e poi mangiarlo. 

In Argentina, la tavola di Capodanno di solito include il vitello tonnato: vitello, acciughe, capperi, tonno e maionese. Tipico è anche un buon asado argentino o il maialino da latte arrosto.

In Cile, si prepara il tacchino ripieno o in generale della carne.

In Venezuela non può mancare la hallaca, un preparato di farina di mais ripieno di carne, uva sultanina e mandorle. Il tutto è avvolto in foglie di banano.

Capodanno nelle Filippine

Nelle Filippine, la forma tonda sta a indicare una moneta: dunque il denaro è simbolo di ricchezza. Alla vigilia di Capodanno è tradizione portare in tavola dodici frutti dalla forma rotonda e consumarli durante la cena.

Ognuno di questi sta a indicare un mese dell’anno, con l’augurio di avere fortuna in ognuno di essi. Inoltre, i dodici frutti rotondi sono simbolo di salute e prosperità, oltre che di ricchezza.

Capodanno in Brasile

In Brasile, il Capodanno viene festeggiato in spiaggia. Le temperature sono alte e non si perde l’occasione per dare il benvenuto al nuovo anno in riva al mare.

Dopo una giornata trascorsa maga il prendere il sole a gustando dei drink rinfrescanti, i piatti tipici del 31 dicembre sono la feijoada, la tradizionale zuppa di fagioli neri cotti con carne secca e a cui vengono aggiunti carne di maiale, carne di vacca e spezie. Si accompagna con riso bianco, insalata e, in alcune zone, arancia a fette.

Altro piatto tipico è il cozido à carioca: a base di platano, banane, tuberi, a cui si accompagnano del riso, la crema di manioca e delle uova.  

Capodanno in Giappone

In Giappone, tra i piatti in tavola della vigilia di Capodanno si trova la Toshikoshi Soba (letteralmente la pasta dell’anno che attraversa). Si tratta di una pasta preparata con del grano saraceno stesa più sottile e con una lunghezza maggiore rispetto alla solita preparazione. Si crede che stia a rappresentare una lunga vita, priva di ostacoli. Si mangia senza spezzarla, romperla infatti spezzerebbe la fortuna.

La zuppa si prepara con gli scampi e i gamberi in tempura. In alternativa si possono utilizzare le aringhe, il tofu fritto o il surimi giapponese.

Dicci la tua!

Dicci la tua  commentando qui sotto e condividendo i tuoi scatti con l’hashtag #Foodurist!

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo cliccando sul pulsante qui sotto

Facebook